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DI CONGIUNTIVITE E ALTRI DEMONI

Oh raga sono emozio. E tu papi non fare il rompi che è il mio frate che mi ha dato le chiavi di casa... perché il link alla pagina iniziale ovviamente non me lo ricordavo. Comincio a pensare che gli acidi di cui mi facevo a diciott'anni mi abbiano davvero bruciato il cervello, ma come dico sempre qualcosa mi dice a sua volta che in quella roba ci sono caduta dentro da piccola.

Noterete che nell'ultima frase non ho usato il congiuntivo. E vi spiegherò perché in quattro semplicissimi step (quello di 3MSC con tutti i suoi cloni... oddio pensate come sarebbe avere quattro Scamarcio, ma quanto è figoooo!!!), ovvero riporterò in sintesi al Grande Pubblico Tutto quella che è stata la conversazione principale della giornata di ieri tra il Sac e la Me Medesima e che ha occupato circa due ore della nostra altresì estenuante giornata lavorativa. Ebbene sì, signori tutti, mentre Brizio si godeva il suo panino e un buon libro (era ieri la giornata del panino? ecco che tornano gli effetti degli acidi) e Shai probabilmente dormiva e se non dormiva e ci stavo conversando in parallelo forse più che gli acidi è proprio il mio cervello, i due Logorroico Paranoico Ossessivo Compulsivi che costituiscono l'altra fetta 1+1 dei Trettré (perché io, ricordiamolo, qua sono un'infiltrata, un po' come D'Artagnan nei moschettoni... e d'altra parte vogliamo pure ricordare che alla fine D'Artagnan era il più figo) scivolavano come per magia in una dissertazione che potenzialmente avrebbe potuto non arrivare mai a un termine (se non fosse scoccata l'ora di pranzo) sul tema dell'Utilizzo Dei Congiuntivi. Tema, questo, che, capirete, ha un'importanza fondamentale per la storia e per la vita. Come fareste d'altronde a fare la spesa al supermercato ogni dì senza l'ausilio del vostro Congiuntivo di Fiducia, due rotelle e calcolatore elettronico compreso nel prezzo?
Orbene, la dissertazione era sorta con semplice (dis)appunto da parte del Sac che mi faceva notare come in un commento in questo luogo immondo e infetto io avessi omesso un congiuntivo che invece, a suo avviso, avrebbe dovuto non essere omesso. A quel punto la Me Medesima non ha potuto fare a meno di risentirsi (ebbene sì, a volte mi registro e godo nel riascoltarmi e dare una nota di realismo in più alla mia schizofrenia) ed è esattamente qui che abbiamo intrapreso la Via Del Non Ritorno.
Ora, siccome che mi sto dilungando un po' troppo con preamboli e pre emboli (continuando così ci finiamo incontro dritti dritti) vado sempre più in sintesi a esporvi quella che è la mia teoria sul Quando E' (e non Sia) Consentito Omettere L'Utilizzo Del Congiuntivo, perché sono certa che se non arrivo al dunque non riuscirete a dormire per le prossime tre settimane.
La teoria è la seguente.
Il congiuntivo, che grammaticalmente dovrebbe seguire regole ben precise, di norma ignorate dagli speaker giornalistici e dalla meglio gioventù, sul piano semantico dà alla frase una sfumatura di probabilità. Insomma, non è un tempo certo ma ipotetico, o del dubbio (mi pare che si chiami così proprio di regola... e come potete vedere un dubbio a me l'ha appena insinuato) e a questo proposito facciamo prontamente un esempio pratico:
PENSO CHE TUTTO IL MONDO STIA PENSANDO UNA COSA SOLTANTO --> ovvero, faccio ipotesi su quello che il mondo potrebbe star pensando. E qui si potrebbe disquisire a lungo sulle capacità pensieristiche del mondo, ma ciò, capirete, al momento non è cosa che ci prema.
Il problema sorge quando io decido che con le mie parole voglio rendere un'immagine diversa, e dunque: cosa succede quando io voglio far capire che quella a cui sto pensando è qualcosa di cui sono certa?
Soluzione a)
dico SONO CERTA CHE TUTTO IL MONDO STA PENSANDO UNA COSA SOLTANTO.
Ma capirete che, sempre per la questione delle sfumature, la mia frase assume così un significato diverso. Io voglio dire che quella cosa la sto pensando, cristiddio. Ecco allora che si presenta un caso di quelli in cui, secondo me, è consentito ignorare il congiuntivo. E in fondo, diciamocela tutta, il consentito ha limiti estremamente ampi. Come sosteneva quel vigile urbano in cui ebbi la fortuna di incappare a Roma una volta e che mi disse saggiamente: "segnorì, questa manovra non è che 'n se po' fa'. Se po' fa'. Però costa centocinquanta euri."
La morale che mi sento di accludere a conclusione di tutto è appunto la seguente:
il congiuntivo non è che non si può omettere (lo sto appunto omettendo). Si può omettere. E' la vostra credibilità che ne risente. A meno che non abbiate la fortuna di essere considerati dei genii dello scrivere che hanno una padronanza tale della grammatica italiana da permettersi di sbancarne le regole.
Morali supplementari:
a) non ho idea di quanti step ho realmente seguito (dov'è finito Scamarcio con quella moto strafigaaaa???)
b) non vi ho detto perché sono emozio ma questo raga col congiuntivo c'entra un cazzo
c) tutti i treni che vanno a Roma passano anche da Firenze.
c bis) giuro che scherzavo
c tris) ma anche no

Saluti dalla Me Medesima e dalle mie altre tre, quattro, millo Personalità Confuse.

Commenti (12)

toby:

molto confuse direi.
ma a me del congiuntivo non frega una cippa..voglio sapere perchè sei emozionata.
ma non dovevi partire?!?

sklerk:

non ho letto una riga.
scrivo solo per dire che sono ufficialmente depresso.

Ju:

parto (con dolore) tra due ore precise. giusto perché devo girare l'angolo ed essere lì alle otto e nel mentre che giro mi perderò millemila volte.

shit happens.

Fabrix:

Le chiavi di casa la prossima volta le tengo solo io ..

sklerk:

ma la ju viene qui?

Ju:

come sei matusa papi.. secondo me quello del congiuntivo è un tema importantissimo che offre innumerevoli spunti di riflessione e allena la mente a cogliere i particolari :cugia:

Ju:

nu sklerk, sto weekend sono a siena. prossimamente.

IlSac:

Confermo tutto!!

Fabrix:

Ju .. mia mamma è insegnante di italiano .. ti basta? :cugia:

kurgan:

a me non me ne frega un cazzo del congiuntivo.
evimetaaaaal!

voglio un'altra birra.

kurgan:

minchia, ho detto cazzo!

nooo

Fabrix:

Come si volgare, M***o :nono:

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